Un Gran Premio alla Mario Kart

A cura di Marco Di Geronimo

Ammettiamolo. Ce lo siamo chiesto tutti, almeno una volta nella vita. Sarebbe divertente assistere a una gara di Mario Kart nella vita reale? Il videogioco di corse più famoso del mondo (e tutti i suoi simili) sono molto diversi dalle vere corse automobilistiche. Ma non è detto che si debba sempre rispettare il paradigma del Gran premio classico. E alcuni ci stanno già provando.

Intendiamoci, non vedremo mai le Ferrari impegnate a lanciarsi Gusci Koopa per le strade di Montecarlo. Perlomeno non in Formula 1. L’automobilismo sportivo è una competizione nobile e colma di tradizioni. Specie in Europa, nutre una sconfinata devozione per la tecnologia. Dalle gare deve emergere (anche) il merito dell’ingegnere che ha progettato la monoposto. E in F1, il vertice della ricerca automobilistica, sarà impossibile assistere a sfide a colpi di Funghi Scatto.

Qualcosina di simile invece è comparso in Formula E, un campionato dedicato a monoposto elettriche. La categoria sta avendo un certo successo, grazie anche a una strategia mediatica ben calibrata. Le macchine elettriche corrono per le strade delle più grandi città del mondo (tra cui Roma, il prossimo aprile). E scaldano i propri tifosi attraverso due strumenti: il FanBoost e l’attack mode.

Forse avrete sentito parlare del FanBoost. In pratica, per ogni ePrix (così si chiamano i Gran premi elettrici) viene aperto un sondaggio. Al quale possono votare tutti i follower della categoria. Votare per chi? Per uno dei 22 piloti in gara, chiaramente. In palio ci sono 5 mini-turbo, uno a testa per i primi 5 classificati. È un espediente che fa storcere il naso ai puristi. Ma incide poco sull’aspetto sportivo (qualche cavallo in più per qualche secondo…). E però fa sentire molto coinvolti. Si può votare fino al 15° minuto di gara, sul sito della Formula E. Provate a guardare due o tre ePrix. Ditemi se riuscirete sempre a resistere.

Diverso invece l’attack mode. Tutti i piloti devono usarlo, due volte a gara. Una volta attivato, per i successivi 4 minuti, la macchina gode di una potenza extra davvero notevole. È una introduzione di quest’anno: alla prima corsa, in Arabia Saudita, chi lo usava scalava posizioni senza pietà. E c’è un particolare gustoso. Per attivarlo, bisogna uscire di traiettoria ed attraversare una sezione del tracciato. Raggiungibile soltanto perdendo tempo. Insomma: da un lato si ammicca alle «ricariche wireless» delle autostrade per auto elettriche di cui tanto si parla in certi ambienti. Dall’altro, si strizza l’occhio alle dinamiche dei videogiochi (piste alternative e potenziatori supplementari).

Funghi Scatto, Stelle e Pallottolo Bill sembrano già entrati nella realtà dell’automobilismo sportivo. In parole povere, i bonus di potenza non sono tanto difficili da inserire nelle corse moderne. Tutt’altro discorso andrebbe invece fatto sui Gusci Koopa, le Bob-Ombe, le Banane. Insomma, le armi. Gli ostacoli lanciati contro gli avversari.

Chi volesse inventarsi una specie di Formula Mario dovrebbe un po’ scervellarcisi sopra. Certo, ne uscirebbe più un circo che una corsa automobilistica: ma c’è una ragione se Mario Kart non fa concorrenza ai simulatori Codemasters e viceversa. Alcuni vogliono lo show, altri lo sport. Un divorzio potrebbe essere percorribile.

Di certo è possibile inventarsi una specie di FanBoost all’incontrario, facendo scattare limiti di potenza a carico dei piloti antipatici. Al tempo stesso, si potrebbero moltiplicare i momenti e mini-turbo (o mini-freni) erogati nella stessa corsa, facendo più sondaggi. Questione che però richiede una gestione informatica particolarmente efficiente. E nulla vieta di introdurre anche le scorciatoie. Dopotutto, perfino Bernie Ecclestone, ex padrino della Formula Uno, una volta propose di aggiungere scorciatoie ai circuiti della massima serie…

Chi volesse lanciarsi in una perversione del genere dovrà scontrarsi però con un altro grave ostacolo. E no, non intendiamo la marea di critiche che proverranno dai puristi (tra cui, forse, anche il sottoscritto). Bensì con un enigma: come rendere il bonus un bonus, e il malus un malus? Perché se tutti possono sfruttare una scorciatoia, o tutti dovranno pagare pedaggio, è come se nessuno godesse di questi trucchetti.

Si potrebbe condizionarne l’uso a uno «sblocco» che ogni pilota dovrebbe conquistare in pista. L’attack mode potrebbe fornire un esempio: per accedere alla scorciatoia, si potrebbe dover attraversare cinque o sei punti del tracciato in un certo ordine. Ignoto ai partecipanti allo start. (E magari variabile ogni tot minuti). Scatterebbe quindi una ricerca spasmodica dell’ordine giusto col quale attraversare i varchi evidenziati sulla pista, per poter usufruire della scorciatoia.

A ogni sincero appassionato soluzioni del genere fanno perlomeno tentennare. Ma dopotutto è difficile che una gara simile potrà mai vedere la luce. E il perché ce lo svela proprio l’ultimo ePrix della Formula E: quello che si è corso, per la prima volta, con l’attack mode.

Mario-Kart-2.jpg

Avete mai provato a fare una telecronaca di Mario Kart? Chi scrive sì (a riprova che non tiene tutte le rotelle a posto: come se questo articolo non ne fosse già la dimostrazione). È francamente impossibile. Non tanto perché l’inquadratura è fissa sul pilota che gioca. Bensì perché il continuo variare della graduatoria è del tutto casuale. È davvero impossibile capire cosa accade in pista.

Stessa cosa si è verificata nell’ultimo ePrix. Lo spettatore è stato lasciato solo davanti allo schermo. Perfino i telecronisti sono stati in difficoltà nel raccontare la gara. E questo perché, in Mario Kart, il vero divertimento non è tanto la presenza dei Cubi Oggetto. Quanto il fatto che scombinano la tua gara. Assistere al carosello generale non è granché divertente.

I fattori esterni che incidono sulla competizione fanno divertire chi gioca al videogioco, perché li coinvolge. Ma siete sicuri che vi piacerebbe assistere a una corsa in cui un pilota può vincere o perdere così, per caso? In fondo, sarebbe come assistere a una partita di calcio, in cui uno stormo di uccelli irrompe all’improvviso per rubare il pallone e fare goal per l’una o l’altra squadra…

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