VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE… DEL LICEO CLASSICO

A cura di Davide Di Bono

 

La notte è il momento del buio, del sonno, delle strade vuote e delle scelte convenzionalmente sbagliate
la notte è il motore dei fuggitivi, dei ribelli, dei sovversivi
la notte è il giorno dei sognatori, dei pensatori
la notte è il regno degli estranei e degli stranieri.

 

 

La notte. In un momento storico come quello che stiamo vivendo oggi, non poteva essere scelto un momento migliore per consentire al Liceo Classico di aprirsi e mettersi in mostra al mondo.
E’ una necessità che nasce in anni difficili per tutto il mondo dell’istruzione, anni di profondi cambiamenti e stravolgimenti che non sempre si sono mostrati positivi e utili. Al centro del mirino vi è il Liceo Classico, accusato di essere un contenitore obsoleto, limitato e limitante, di studenti strappati a istituti “più pratici” e messi lì a studiare lingue morte e altre materie inutili. Questa corrente di pensiero porta avanti discorsi di utilità economica e produttiva per molti accettabili ma spesso, chi parla e propone,non è a conoscenza della reale importanza di questa istituzione e si aggrappa a luoghi comuni e comodi, devastando il senso della cultura. Per questo e per tanti altri motivi siamo giunti ormai alla V edizione della “Notte nazionale del Liceo Classico” che ieri 11 gennaio 2019 ha coinvolto ben 433 licei del nostro Paese donando agli spettatori sorprese di ogni tipo. Esibizioni di canto, danza, recitazione e ancora mostre, laboratori, giochi, proiezioni sono solo alcune delle esperienze che hanno accomunato tutti i presenti.
Il classico, straniero ed estraneo in questo mondo, ha scelto la notte per farsi conoscere ed io ho avuto la fortuna di poter essere presente a quella del mio Liceo, il Q. Orazio Flacco di Potenza. Il tema della serata era “Xenos” termine greco che porta in sé due significati profondi che uniti avanzano un forte messaggio al mondo. Xenos è “straniero” ma è anche “ospite” e questo binomio è presente anche in altre lingue indoeuropee. Ciascuno di noi è ospite e straniero, in quanto l’alterità è fondamentale per definire ciò che siamo realmente come uomini. Da Medea a Dante passando per Ulisse e molti altri, sono stati tanti gli spunti offerti dagli studenti del Flacco sul tema, tutti di grande impatto emotivo e riflessivo. Tornare a scuola è stato come un tornare a casa, da esterno mi sono sentito ospite e vivo, non tanto di ricordi quanto di sogni e progetti in movimento. Ho vissuto sulla mia pelle il marchio dello Xenos e come me tanti altri che non sono voluti mancare a questo appuntamento. Ho notato anche un numero incredibile di estranei, non appartenenti alla nostra scuola ma comunque presenti e curiosi ed è proprio l’aver risvegliato la curiosità la vittoria più importante, perché la soddisfazione è solo un passo successivo. Il Liceo Classico è cultura viva, che si piazza saldissima nel presente con le radici al passato e i rami orientati verso il futuro. Il Liceo Classico è una casa per tutti, affinché chiunque da straniero ed estraneo possa sentirsi uomo e conoscersi.

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