Leone o gazzella? 

A cura di Carmen Nigro

I ragazzi trascorrono la maggior parte del loro tempo a scuola, ed è proprio lì, che nascono le prime amicizie o inimicizie. Uno studio dell’Istat afferma che in Italia, un ragazzino su due è vittima di bullismo. Perché si è bulli? Chi è la vittima?
Si è bulli, perché si vuole celare un forte stato di insicurezza, mostrando al contesto classe, solitamente, la propria autorevolezza.
Si è vittima perché non si ha la capacità di reagire, ma soprattutto la solidarietà di chi sta intorno. Il gruppo classe si schiera con la parte “forte” e non con quella “debole” . C’è chi è leone e chi è gazzella. La gazzella è sola…
Ma la famiglia? L’istituzione scuola?
La vittima tende a chiudersi in un guscio, i genitori presi dal tran tran quotidiano, hanno perso l’abitudine di osservare il proprio figlio, di capire ciò che sta attraversando. Gli insegnanti, pur essendo presenti, non riescono ad inserirsi nelle dinamiche di classe. Il leone resterà per sempre leone, e la gazzella sempre gazzella?
Dipende, con il passare del tempo la gazzella ha due opzioni. La prima, prevede una forza innata di riscatto. La seconda, invece è quella che nessuno vorrebbe mai che la stessa gazzella scegliesse, ossia arrendersi.
Il riscatto è la strada più lunga ed impervia, quella che prevede sacrificio, costanza, ma che si conclude con ottimi risultati. Quella che permette, alla gazzella di crescere, di saper vivere e al leone di restare inerme, stupito, a tratti invidioso di ciò che è diventata la sua vittima. La seconda è quella più semplice, ma dolorosa, che permette al leone di prevaricare ancor di più, e allora la vittima aliena se stessa, diventa inesistente. La gazzella deve sforzarsi, e quando  avrà spiccato il volo, il leone non potrà che guardarla volare, nella sua grazia, verso traguardi sempre più alti.
Chi è che stabilisce la normalità?
Chi è che decide quale è lo standard da seguire?
Quanto conta quello che siamo fuori, se ciò che ci permette di relazionarci agli altri, è insito in ognuno di noi? Non sarà di certo un chilo di troppo, l’orientamento sessuale, la nazionalità, il colore della pelle, la religione che professiamo o il nostro modo di parlare a definire ciò che siamo.
La società sarà sempre pieno di leoni o gazzelle,  o il leone deciderà di comportarsi da gazzella?

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