“Nella Testa di Antonio Infantino”

A cura di Federico Mussuto

Che significato assumeva la parola “Tarantolati”, dal momento che le tue non sono normali “Tarantelle” o “Tarantella”?

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Esiste molta ignoranza su queste cose. Tra l’altro della tarantella in sé, a me non frega molto. Io sono andato a cercare nelle biblioteche, ho studiato e approfondito. È sciocco pensare che non bisogna considerare le origini, perché se non torni alla purezza della sorgente, berrai acqua inquinata. Solo conoscendo la sorgente si può modificare il percorso e rendere l’acqua non più contaminata. Per me la conoscenza e il rigore nello studio sono le basi, come quando fai Capoeira e Judo: dopo tanti esercizi si riesce a contrastare anche i pericoli. Il Folklore, quindi, è una parola stupida e un’utile. La questione sta nelle radici, un albero senza radici non fa fiori, e neanche si rigenera per dare ossigeno agli esseri umani. Alcuni dei libri di architettura su cui mi sono formato, risalgono al 1450( Leon Battista Alberti). Dunque, per fare Rinascimento devi studiare, le cose bisogna saperle: da come si mette un mattone, a come si fa un arco, al senso di ogni parte dell’edificio. Bisogna avere una visione classica degli elementi che nel complesso rendono l’efficacia di un edificio.
Entrando nel dettaglio, nel 350 a.C, Aristosseno di Turi, vicino Sibari, a 350 km da Tricarico, nell’Italia degli Itali-enotri, scrive un trattato di armonia, in cui dà già i presupposti, con scale inarmoniche, cromatiche e diatoniche, di quella che a tutt’oggi è la musica. A lui, come a me, di tutte queste differenze nei generi musicali, non gliene frega niente. Tant’è vero che lo stesso Russolo nel testo “L’ arte dei rumori”, si rifà agli studi di Aristosseno, per gettare le basi di quello che è il jazz e la musica contemporanea. I Kraftwerk, poi, negli anni ’80 hanno fatto omaggio a Russolo: questo per sottolineare che tutto è frutto del lavoro e dello studio. Del culo che uno si deve fare cioè. A me interessa competere e duellare in uno scontro pacifico, come i cani che giocano tra loro, alla ricerca dell’armonia e dell’espressione di sé. Mi piacerebbe fare di più di quello che hanno fatto i Kraftwerk, a differenza degli altri italiani che li hanno copiati( per così dire), Franco Battiato e Giovanni Lindo Ferretti, ma che non sapevano che quelli lì partivano da Russolo, e così via. Se vuoi essere un grande devi studiare. Con questa cosa, se non l’hai ancora capito, sto rispondendo al tuo discorso sul Folk. Dal 1975 in poi sono passati come Tarantolati oltre 500 musicisti, si tratta quindi di una scuola, anche se non l’ho mai ufficializzata, perché non mi piacciono queste categorizzazioni, ma a 70 anni posso dire di aver segnato la musica nel mondo.

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