Recensione: The Lobster

A cura di Antonello Luongo

David (Colin Farrell) alla fine del film decide di accecarsi o no?

Questa è la domanda che sorgerà spontanea ad ognuno di noi dopo aver visto il film.

Perché lasciare il finale aperto diventa tanto importante? Perché la risposta riguarda la personale idea che ognuno di noi ha dell’amore. Il film è girato in maniera da trasmettere il senso della società che intrappola il singolo mostrando la ripetizione di alcuni gesti, della musica o addirittura alcuni dialoghi, specialmente le voci fuori campo, caratterizzate da un tono monotono. Anche la fotografia è studiata in modo da trasmettere questa idea tramite l’utilizzo di inquadrature per la maggior parte statiche.

Altri temi utili alla trattazione dell’argomento risultano essere la solitudine e l’ipocrisia. Mali che vengono causati dal sistema di governo dei due mondi in cui David vive la sua avventura. Il primo nella società dei selvaggi mentre il secondo nell’hotel.

A cominciare dall’introduzione di David nell’hotel Yorgos Lanthimos (il regista) ci fa capire come nella società distopica in cui è ambientato il film non esistano sfumature, ma siano ammessi solo gli opposti. Ad esempio (è ammesso registrarsi come etero o come omosessuale) David non può registrarsi all’hotel come bisessuale ed il numero di scarpe da scegliere non può essere 44,5 (esiste o il 44 o il 45). Da una parte non si può essere single, dall’altra non ci si può innamorare.

I personaggi sono concepiti in modo tale da lasciare un senso di superficialità nell’affrontare i rapporti umani. A partire dai loro nomi: nessuno dei personaggi ha un nome e fatta eccezione per il protagonista (David) gli altri sono tutti identificati con degli appellativi “l’uomo pelato”, “la donna dei biscotti”, “il dottore”, “la direttrice dell’hotel”. Oltretutto anche le relazioni sembrano essere vissute con superficialità; è vero che tra due individui per avere un qualsiasi tipo di relazione è necessario trovare degli aspetti in comune, ma il film concentra questa ricerca in aspetti superficiali quali ad esempio il naso che sanguina o lo zoppicare. Aspetti che esulano totalmente dal sistema di valori che in genere definisce una persona.

Le scene più interessanti avvengono proprio durante l’incontro dei due mondi visitati da David, momento nel quale il dubbio inizia ad essere innescato nel pubblico. Quando i selvaggi visitano l’hotel. Non viene effettivamente spiegato se la famiglia dei nasi che sanguinano continui a vivere la propria relazione o meno nonostante David abbia smascherato le bugie dell’uomo.

Rilevante è anche la scena che interessa la leader del gruppo di selvaggi e la coppia posta a capo dell’hotel, in cui l’uomo della coppia decide di sparare alla compagna pur di salvare sé stesso. Questo potrebbe provare che l’amore e le relazioni siano un costrutto sociale. Tale concetto viene smontato successivamente, quando David e un’altra selvaggia si innamorano. La loro relazione nasce in una società, quale quella dei selvaggi, dove non sono presenti scadenze o aspettative per la formazione di una relazione.

Appena la leader viene a conoscenza di questo decide di privare la selvaggia della vista, il tratto che legava lei a David in quanto erano entrambi miopi. Questo non impedisce loro di tentare di portare avanti la loro relazione.

photo_2019-02-11_02-25-29

Torniamo alla domanda iniziale. David, alla fine del film deve scegliere se accecarsi per mantenere il tratto in comune con la sua compagna (Rachel Weisz) o far finta di essersi accecato e quindi fingere la compatibilità tra loro.

Lanthimos, coadiuvato in sede di sceneggiatura da Efthymis Filippou lancia quell’idea per cui l’amore sia il vero gesto di ribellione contro il concetto di istituzione, il concetto del sistema. Non l’amore propulso dall’ipocrisia di una società che pretende tutti debbano trovare l’anima gemella entro un certo periodo. Non l’amore propulso dalla solitudine che si può vivere nella società dei selvaggi.

Risiede qui la natura della risposta che ognuno di noi può dare a quest’ultima domanda che il film ci presenta. Domanda che ritengo risiedere nell’idea della natura di una relazione. L’amore è soltanto un costrutto generato e reso necessario dalla nostra società o un qualcosa in grado di prescindere tutto ciò?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close