Economia e colonialismo nell’Europa del XX secolo (Francia)

A cura di Antonello Luongo

La storia economica francese risulta essere molto travagliata a partire dal XVIII. Nella seconda metà del ‘700 entra in gioco un personaggio curioso di nome John Law, scozzese di nascita e costretto a scappare ad Amsterdam a causa di un’accusa di omicidio impara nei Paesi Bassi a comprendere il sistema della VOC (La Compagnia delle Indie) e successivamente trasferendosi in Francia offre al Re Sole di applicare questo sistema allo stato francese fondando la Compagnia del Misissipi. Il problema di questo sistema fu quello di generare uno Schema di Ponzi ponendo come finanziatore della compagnia lo stato e non enti privati (in Francia quasi del tutto assenti) in concomitanza con enti pubblici come in Olanda, Durante la fase di preparazione della spedizione il valore della moneta fu fatto lievitare a livelli incredibili ma dopo il fallimento di questa il franco iniziò a subire una fortissima inflazione che portò pressoché al fallimento dello stato francese ed alla Rivoluzione Francese, con Napoleone in un qualche modo la Francia riuscì a far cancellare i propri debiti con gli stati stranieri e ristabilire la propria situazione economica. Questo è uno di quei casi in cui il colonialismo lasciò un profondo segno negativo nella storia di un paese, questa è tra le tante ragioni per cui la francia fu presente solo in casi isolati nell’attività coloniale dei “secoli d’oro” di quest’ultima.

Dalla fine del ‘700 ad oggi comunque la Francia non ha mai rivestito un ruolo importante nell’economia europea essendo sempre considerato come uno stato fragile, fu infatti sempre vittima della Germania nelle due guerre e dopo la prima Guerra mondiale tentò di riassestare la propria posizione contro la Germania infierendo a questa pesantissimi “tributi di guerra” e cercando di frenarne l’attività di produzione prendendo vantaggio su di essa. Si consideri inoltre che in Francia non è mai stato presente un sistema economico costituito da sottosistemi cittadini e regionali. Il sistema economico era infatti rappresentato solamente da funzionari del re ed enti cittadini facenti riferimento a questi funzionari.

Al giorno d’oggi assume comunque grande rilevanza il rapporto della Francia con le proprie (ex) colonie nord africane, paesi nei quali tutt’ora la moneta corrente è rappresentata dal franco, i paesi sono inoltre legati ancora alla madrepatria tramite accordi commerciali “di prelazione” sulle materie prime. Tali accordi furono predisposti dal generale De Gaulle all’indomani del secondo conflitto mondiale. Di notabile interesse anche la partecipazione della Francia alle azioni militari in Libia a partire dai primi anni Duemila, azioni che forse rappresentano una reminiscenza neanche troppo lontana della forte influenza francese sul nord Africa.

Le colonie francesi più importanti erano situate in nord Africa, in medio oriente (in Giordania e Siria dove avvenne una feroce spartizione con l’Inghilterra) e sulle coste nord del sud America.

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