Ascoltami e ti parlerò (parte 2)

A cura di Martina Monaco

Ben ritrovati tutti!

Faccio l’ indifferente o ammetto che sono in evidente ritardo con la pubblicazione? Si si sono in ritardissimo e i miei amici di Leukos sicuramente c’avranno già rinunciato.

Vi devo dire, cari miei, sono stati giorni pesanti, stressanti che mi hanno davvero fatta arrivare al limite, non so di che tipo di limite io stia parlando però è stato di un colore grigio scuro di giornata del ca…ppero MA è durata fino allo scorso lunedì 25 Febbraio. Uno perché ho svolto l’ultimo esame del periodo (il prossimo sarà dietro l’angolo ne sono sicura, che mi aspetta con tanto di “Bu buuu setteteeeee!!”) e due perché anche se potrebbe arrivare un’altra difficoltà domani stesso, ho deciso che devo prenderla diversamente come facevo quando sono arrivata, non vorrò guardarmi indietro un domani pensando che avrei potuto godermela di più se solo avessi avuto il cuore più leggero. Devo ringraziare la mia mamma che in due parole in quei giorni mi ha messo in pace col mondo dicendomi che comunque fossero andate tutte le cose io sarei dovuta stare bene, sempre serena e felice. Punto.

Sentivo un gran peso nel petto, un profondo senso di solitudine ed ogni volta che mi impegnavo le gratificazioni non arrivavano, più continuavo più le cose si facevano complesse. Ovviamente non è solo di esami che sto parlando, per la prima volta mi è mancata casa mia nella persona di mia madre, di mio fratello e di chi mi circondano da una vita.

C’è l’affrontare la vita sentimentale che mi ha scoperta molto desiderosa d’amore e paurosa davanti alle separazioni; la gente di qui mi capisce ma non condivide con me una lingua, che non è un insieme di parole ma bensì tutta una storia, una identità, un’essenza; mano a mano ho salutato i miei compagni di viaggio che poco alla volta sono andati via portando con sè tutto ciò che abbiamo condiviso.

Denise ho bisogno della tua sincerità qui e della tua doppia identità con e senza alcool ma, mi rendo conto che la tua vita da adulta ti aspetta lì in Italia e la divorerai con tutta te stessa.

Care le mie sarde, siete belle toste e rivedo in voi la forza e la dignità delle donne della mia Lucania, veniamo dalle montagne noi, desiderando sempre il mare. Avete lasciato un gran vuoto quando siete sgattaiolate via che spero riempirete con tutto quello che potrò mangiare quando verrò in Sardegna, Chiara (“Ciara”) e Fede…

Maria “di Roma” è stata la prima ad andare via, avrei voluto tanto che rimanessi di più e sai perché? Per il modo in cui mi hai detto che mi avresti evitata in quanto italiana, ti ho amaramente adorata perché ero pienamente d’accordo con te ma poi ci siamo scelte e portate nel cuore.

I tedeschi che ho conosciuto tutto erano meno che seri, si erano mooolto seriosi, ma tu dagli da bere, e vedrai…si trasformano come Jim Carrey in “The Mask” e ti aprono il loro cuore. Steffy, una dolce pazza bellissima pelle lentigginosa, la tedesca più passionale di sempre, con i suoi dissidi d’amore, Yvonne alta bionda e figa ma di quelle tranquille sapete, grazie per il materasso gonfiabile che mi hai lasciato, ha già visto l’alba sulla spiaggia! Lino, un mondo nella testa ma sempre lo stesso sorriso dolce in viso, verrò a trovarti a Berlino, fammi trovare un hamburger sin gluten!

Telma e Ana, beh dal Portogallo col furgone mi avete fatto saggiare il vostro calore. Telma ma quanto vuoi essere felice tu?!! Ci rincontreremo presto, certi cuori vanno spremuti al massimo.

Laura o Isabelle ancora devo decidere con quale di questi nomi tuoi vorrò chiamarti ma fa lo stesso, sei pazza e sei tedesca per cui la regola dell’alcool vale pure per te ma dai tanto anche senza. Sono sicura che ci rivedremo presto, faremo insieme qualche pazza avventura.

Cackper dalla Polonia proprio non mi spettavo uno come te, sei spietatamente vero e non sai quanto mi sia piaciuto questo, ti fai precedere dal rispetto che hai sempre verso tutti e questo ti nobilita molto ai miei occhi.

Gustas il lituano con la barba, nella sua sauna, che beve un litro di birra di colpo perché non può entrare nel locale con la bottiglia, sempre tra le labbra un “no pasa naaaaada!” certo che balli da schifo comunque…

E molti (Leo!) molti (Antonia!) molti altri ne ho incrociati, di alcuni ricordo il sorriso e l’ esuberanza, di altri la timidezza e la bellezza .

Va beh insomma non mi dilungo più di tanto ma le PERSONE meriterebbero sempre di stare al centro della vita di ciascuno di noi ed io sono proprio fortunata ad aver avuto questo concentrato…no facciamo “questo fritto misto di volti bellissimi”.

10/febbraio

Vorrei dire che sono commossa nel raccontarvi che domani è il mio compleanno, 24 anni a Tenerife, e che sto scrivendo alla penzolante luce di una torcia in una tenda da campeggio, su una spiaggia su cui si infrangono onde talmente invadenti con il loro suono dolce e ripetitivo che mi sembra di non avere bisogno più di niente. Mai avevo dormito su una spiaggia prima d’ora, sarà una notte speciale di emozionante serenità.

Il risveglio (foto in alto) beh confortante e bellissimo.

Cari tutti devo ricominciare così come cominciai a settembre, devo ricrearmi il mio habitat, i nuovi amici non sostituiranno i vecchi, si aggiungeranno, deve tornare la voglia di mangiare la strada, di vivere a pieno ogni singolo giorno qui.

Anche questi periodi fanno parte del viaggio ed io un po’ acciaccata alla fin fine mi diverto a giocare con le emozioni, con la vita e a che con questi momenti qui in cui ti senti una dodicenne che non sa come prenderla e si dispera.

03/marzo

Questo carnevale qui non lo scorderò mai!

Iniziato da poco ha già dimezzato la popolazione e generato zombie coloratissimi. Ammazza non me l’aspettavo è davvero un fiume di gente che si traveste rispettando o no il tema dell’anno che per questa volta è il mare, impossibile dirvi quante persone escono ogni giorno ed ogni notte!

Ho sempre amato il Carnevale e sento fortissimo qui il capovolgimento dei ruoli alla base dei Saturnalia nati convenzionalmente nel 1545, e ancor prima nel 217 a.C. nel grande Impero romano. Beh gli schiavi diventavano liberi e potevano mangiare alla tavola dei loro padroni a simboleggiare l’Età dell’Oro quando Saturno prosperava prima della venuta di suo figlio Giove. Nel Medioevo poi il ciocco bruciato a quei tempi viene sostituito dal Re Carnevale bruciato poi nelle piazze accusato dai poveri di tutte le ingiustizie e difeso dai ricchi perché chiaramente le cose dovevano rimanere così come stavano (i padroni si sarebbero vendicati poi alla fine del Carnevale di queste accuse, per questo i poveri bisognosi di sfogo cominciarono a portare delle maschere). Tanto per accontentare la popolazione allo stremo in questo clima di sottosopra il Re veniva bruciato. Tutto deriva a mio avviso dalla catarsi dell’antico teatro greco e latino, insomma per riassumere, una manciata di giorni per liberarsi dal proprio ruolo sociale ed emotivo, uomini in donne, donne e uomini in animali, donne in uom……no… questo non l’ho riscontrato…le donne son già uomini normalmente. La risata che libera e sdrammatizza i mali dell’esistenza.

14/ marzo

Durante la genesi del mio secondo tempo in questo viaggio scriverò di avventure passate, vi racconterò il Teide, vi racconterò il cibo, le onde e questo vento che sto cominciando a non sopportare più, per fortuna che il sole è bello forte, mi posso crogiolare sotto i suoi raggi e addormentarmi sul tetto di casa mia come ho fatto oggi, non ci avevo neanche pensato di andare sul tetto, i tetti in Italia sono pendenti, ma qui la neve non c’è e allora dico io me lo arredo!!

Vi saluto, non ho consigli stavolta, solo una canzone di un grande cantante spagnolo che finalmente si distingue dalla marea di canzonette dai cui sono sommersi qui :

Juan Luis Guerra, per esempio  

A prestissimo!

Sui social sempre comunico l’uscita del prossimo articolo. Saluti e baci!

8 kili fa e tanti bei ricordi, entrambi colpa della tortilla.

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