Intervista a Piero Lacorazza (Basilicata Prima)

A cura di Federico Mussuto

Piero Lacorazza, 41 anni, leader storico, seppur ancora molto giovane, del centrosinistra lucano, decide di scendere in campo in una coalizione ricompattatasi con la scelta di Carlo Trerotola, con la sua lista:”Basilicataprima”.

Nella legislatura passata, Lacorazza si è messo in più di qualche tempo di traverso, a partire dallo sblocca Italia e referendum sulle trivellazioni in mare.

Nonostante il passaggio dello Sblocca Italia, Lacorazza sottolinea come sia indispensabile cercare di riportare i poteri alle regioni per le decisioni fondamentali.

Sul tema ambientale invece, il capolista di #Basilicataprima richiede una revisione dell’Arpab, portando contratti indeterminati ai lavoratori, indispensabile per potenziare il controllo dell’ambiente in modo sicuro.

Così anche per quanto riguarda la questione petrolio, il consigliere uscente rimarca la posizione presa già nel periodo referendario, non un barile in più di quello che si estrae ma chiedere un maggiore controllo del territorio, sottolineando anche come le concessioni di Viggiano in scadenza a Ottobre, e da ritrattare tra stato e regione, sono state in modo implicito già rinnovate e prevede che per la fine dell’anno non vi sarà alcun potere decisionale da parte della Regione Basilicata su tale tema.

Altra questione affrontata da Lacorazza è quella legata alle infrastrutture, dove propone un piano di 10 anni attraverso le royalties del petrolio, per migliorare la rete viaria, favorendo il collegamento tra i tre capoluoghi di provincia Salerno-Potenza-Bari, e creando un collegamento diretto tra Murgia-Matera-Pollino, prevedendo un costo di 1,5 miliardi di euro, con il 50% trattato con lo stato Centrale, ottenendo un mutuo ventennale.

Per le politiche giovanili invece, Lacorazza ci tiene a sottolineare come bisogna essere chiari quando si affronta tale tema, perché si deve partire sempre dalla questione lavoro, concedendo un salto di qualità alla Basilicata come è avvenuto con la scelta fatta dalla Fiat per l’ibrido che si è deciso di adottare nello stabilimento di Melfi, mantenendo 3000 posti di lavoro.

La visione di Lacorazza è quella di valorizzare quanto di buono si è fatto per progredire ed essere il faro per la ripartenza del meridione.

Conclude dicendo:”Un cittadino dove vive bene, vive un’impresa.”

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