intervista a Porzia Fidanza (Basilicata Possibile)

A cura di Davide Di Bono

Come progetto Leukòs abbiamo scelto di dare voce ad alcuni dei candidati all’elezione del nuovo consiglio regionale della Basilicata. Per la lista “Basilicata Possibile” dell’aspirante presidente Valerio Tramutoli abbiamo intervistato Porzia Fidanza, docente di diritto ed economia negli istituti superiori. 
Ella ci ha proposto una redazione di programma strutturata in maniera particolare, con proposte ordinate secondo un ordine alfabetico. La lista Basilicata Possibile si pone l’obiettivo, nel caso di un’eventuale ingresso in viale Verrastro, di occuparsi di alcune urgenze per poi passare ad interventi di più ampio respiro.

Alla lettera A troviamo subito un tema delicato e importante per la nostra regione: l’Ambiente.
La Fidanza, carte alla mano, ha illustrato le criticità ambientali della nostra regione, riferendosi ad acqua, terra ed aria e proponendo alcune soluzioni. 
In Basilicata vi è la mancanza di un piano paesaggistico e manca un’applicazione concreta del piano di tutela delle acque previsto dal DLGS 152 del 2006. Ciò mette a rischio la salvaguardia dell’ambiente e crea scenari idilliaci per aggressioni ambientali vere e proprie come quella dell’eolico selvaggio.
La Basilicata ha il dovere di superare le attività legate alla coltivazione e all’estrazione degli idrocarburi, promuovendo l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e alternative, in una prospettiva di “democrazia energetica” in cui i lucani producano in maniera autosufficiente il proprio fabbisogno energetico.
Se da un lato vanno superate le risorse non rinnovabili e impattanti, dall’altro va ricercato un equilibrio anche nella produzione di energia rinnovabile, in controtendenza con le scelte prive di ogni logica dei precedenti governi regionali. Dal 2012, nonostante gli accordi del “burden sharig” (condivisione degli oneri) siano stati pienamente rispettati dalla nostra regione, si è tentato di sovradimensionare i piani di produzione soprattutto nel campo dell’eolico e del biometano ricavato dai rifiuti urbani. Questi eccessi hanno messo a rischio non solo i luoghi scelti per questo scempio ma anche posti di lavoro come quelli dello stabilimento Barilla, minacciato dalla possibile costruzione di un digestore. 
Sulla scia dei provvedimenti presi dalla regione Lombardia, i quali hanno  vietato lo smaltimento dei fanghi di depurazione previsto dal decreto Genova (un altro scempio del governo nazionale) in 70 comuni; Basilicata Possibile vorrebbe vietarli in tutti e 131 i comuni lucani.
Deve esserci una sinergia tra tutela ambientale e sviluppo economico, poiché questo connubio può rivelarsi un importante fattore di crescita reale, nel rispetto del territorio.
Un’altra questione spinosa è quella dell’Agricoltura, possibile motore economico della regione ma mai espresso in pienezza. Si proporrà un’agricoltura biodinamica, in grado di autorigenerare qualunque componente produttiva, persino gli scarti. Un grande aiuto per questo settore arriva dai fondi europei, i quali però sono assegnati in maniera inferiore alle disponibilità ed erroneamente distribuiti a pioggia. Con i fondi europei rientranti nel PO-FESR 2014-2020 Basilicata Possibile spera di poter arrivare ad un pieno utilizzo di essi per progetti collettivi, manifestando una grossa cifra di denaro ancora non spesa pari ai 4/5 del totale. Spendere e spendere meglio soldi già disponibili, evitando di aumentare il peso delle royalties petrolifere sul bilancio regionale. 
Anche per la bonifica di alcune aree, tra cui i SIN di Tito e Val Basento,  saranno utilizzate risorse già disponibili ma mai impiegate. Inoltre, con progetti di messa in sicurezza di torrenti, fiumi e boschi, si potranno generare occupazione nel movimento terra e un impiego efficiente dei lavoratori forestali in modo da prevenire alluvioni, frane e incendi che feriscono il territorio.Trasporti e Sanità sono altri due temi cari alla Fidanza e alla lista di cui fa parte, poiché strategici non solo per la nostra regione ma per tutto il Paese.
Le proposte per i primi consistono nella manutenzione delle strade, in un piano ferroviario integrato e nell’acquisto di mezzi green. Queste possano permettere di viaggiare in maniera sicura su mezzi sicuri e strade sicure assicurando il rispetto di un diritto non indifferente. In merito alla questione aeroporto esce fuori un’altra critica ai precedenti governi regionali, colpevoli di aver investito molti milioni per l’aeroporto di Pontecagnano, costruito fuori regione e divenuto una cattedrale nel deserto. 
Sulla Sanità mostra di avere le idee molto chiare e propone un cambiamento di approccio necessario e non indifferente. Il focus deve essere sì sull’ammalato e sul paziente ma bisogna considerare anche il personale medico e infermieristico, il quale deve essere tutelato. La qualità dell’assistenza dell’ammalato migliora se migliora l’attenzione al personale, per questo motivo la regione deve mostrarsi vigilante e attiva per la garanzia dei LEA (livelli essenziali di assistenza) e per l’implemento dell’organico di medici e infermieri. Un’altra proposta è quella di rendere l’Ospedale San Carlo un polo ospedaliero d’eccellenza e sede di un policlinico universitario, in modo tale da tamponare l’emigrazione sanitaria attraendo nuovi pazienti e studenti. 
Sempre grazie ai fondi FESR si potrà venire incontro agli artigiani e alle PMI supportandoli senza limiti anagrafici. In più, riguardo alla questione emigrazione e occupazione, si proverà a supportare il telelavoro, il coworking da casa, lottando per riuscire a portare rapidamente la banda larga in regione. Con questa possibilità si annullerebbero molti ostacoli che impongono a tanti lucani la partenza verso altri luoghi meno isolati a livello globale e infrastrutturale. 
Fondamentale è la discussione finale con la professoressa Fidanza sul coinvolgimento dei cittadini nella pianificazione sanitaria e ambientale della regione e nel lavoro attivo per rendere la pubblica amministrazione trasparente, efficace, efficiente, virtuosa e gentile, in conformità all’articolo 3 comma 4 dello Statuto della Regione Basilicata.

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