Diario di uno sviluppatore lucano: Capitolo 0, I diari hanno una prefazione?

A cura di Paolo Savino

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“ Gli informatici sono pigri per natura, però è quando dormono che sognano la soluzione a tutti i bug nei loro programmi“

-Sigmund Freud

Qualcuno che ha già letto la mia presentazione avrà certamente avuto il dubbio: “Ma questo, mo, di che vuole scrivere qui su Leukòs?”. Me lo sono chiesto anche io dalla creazione di Leukòs a oggi, anzi da prima, da quando l’onorevole Federico Mussuto e l’egregio Antonello Luongo mi hanno parlato del progetto, ancora in fase embrionale.

In realtà la mia “serie” di scritti era in programma già da gennaio ma, come diceva l’illustre Freud, noi informatici siamo la quintessenza della pigrizia: ci scriviamo i nostri programmi per evitare di risolvere due volte lo stesso problema.

Siamo così pigri che se dobbiamo leggere il codice scritto dagli altri ci prende talmente tanto a male che cerchiamo in tutti i modi di evitare di leggere direttamente il codice, cercando, piuttosto, di leggere la documentazione.

Ecco, questo “Diario” serve proprio a me come documentazione nel viaggio dello studio del game engine Unity che da tempo voglio imparare.

Leggere quello che scriverò non servirà solo per capire l’approccio di un neofita a Unity nello specifico ma per vedere il processo di qualcuno che impara qualcosa di nuovo partendo da zero.

Qualche cenno storico: Unity è un game engine, ovvero un ambiente di sviluppo con cui si possono programmare giochi di qualsiasi tipo.

Giochi molto famosi prodotti con questo engine sono Hollow Knight, Cuphead, Gris, Hearthstone e Pokémon Go.

Unity è definibile come piattaforma, perché la Unity Techonogies mette a disposizione di tutti un gran numero di risorse come documentazione, supporto per le aziende e i privati, librerie aggiuntive da integrare nel programma, oltre a una piattaforma dove gli utenti possono caricare asset, modelli 3d, musica, per renderli disponibili a tutti.

Casualmente il programma attorno al quale gira tutto questo fermento si chiama proprio “Unity”.

Il mio approccio sarà quello di imparare la piattaforma e non il programma, tutti possono imparare a capire cosa fanno dei bottoni in un programma, pochi possono tirare fuori dal programma e da tutto quello che gli gira attorno il suo massimo potenziale.

Non partirò dallo zero più totale dato che ho già confidenza con la base di C#, il linguaggio di programmazione usato da Unity, e con i software di 3d modeling, ma nonostante questo sarò un totale neofita.

Son tutti belli questi propositi per il diario ma magari sarebbe utile prefiggersi degli obiettivi, dei requisiti funzionali, una TODO list, una lista della spesa insomma:

  • Imparare  a orientarsi nell’ambiente di sviluppo Unity;
  • Imparare i fondamenti dello sviluppo di un gioco 2d e di un gioco 3d;
  • Documentare la creazione di un gioco dedicato a Leukòs, la piattaforma che mi deve sopportare;

Spero possa essere interessante come percorso per me e per voi che magari vorreste imparare qualcosa di nuovo ma siete troppo spaventati da iniziare e ci sentiamo al capitolo Uno, quando avrò deciso di iniziare, forse non oggi, non penso domani, quando avrò voglia.

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