Gli Up & Down del Gran Premio del Bahrain

A cura di Marco Di Geronimo

Il Gran Premio del Bahrain è stato il naufragio della Ferrari. I problemi al motore di Leclerc e il testacoda di Vettel sono stati i due iceberg contro i quali si sono schiantati tutti i sogni di gloria dei ferraristi. Si attendeva una doppietta, a mala pena si sono rimediati 26 punti. A festeggiare l’ennesimo uno-due è stata la Mercedes, stavolta con Lewis Hamilton davanti a Valtteri Bottas. E noi siamo di nuovo qui, ancora a dispensare promozioni e bocciature.

UP #1: CHARLES LECLERC

Il giovane alfiere della Scuderia, stavolta, tira fuori il meglio di sé. Il suo è stato un weekend da incorniciare. Al sabato ha conquistato con merito l’alloro di più giovane poleman di sempre nella storia della Ferrari: stracciato, di quasi due anni, il precedente record di Jacky Ickx. Che resisteva dal 1968. Ma a far la differenza è la condotta in gara: il #16 fa la parte del leone a inizio corsa, rimediando a una partenza negativa in cui aveva perso due posizioni. E poi naviga sempre in testa, accumulando 10 secondi di vantaggio sul secondo e rientrando in scioltezza davanti a Bottas. Rovina tutto la rottura dell’ERS, alla quale prova in tutti modi (senza riuscirci né poterci riuscire) a mettere una toppa. Non bisogna abbattersi: la sua carriera è destinata a fiorire.

UP #2: LANDO NORRIS

Il vice-campione della Formula 2 doveva affrancarsi da una brutta qualifica. Dopo buone prestazioni nelle prime due manche, l’inglesino si era fatto beffare dal compagno di squadra Sainz. Passano pochi giri però e Sainz è fuori gioco, complice un contatto con Verstappen. E tutte le attenzioni di Woking si spostano sul debuttante, che si dimostra all’altezza del suo ruolo: riscattare la monoposto arancione. Così il giovane Lando riesce a scalare posizione su posizione e a finire in 6^ piazza, davanti a quel Kimi Raikkonen che l’aveva battuto in qualifica. Sono otto punti importanti per la McLaren: e in molti dicono che Alonso si stia mangiando le mani…

UP #3: KIMI RAIKKONEN

Anche questa volta il buon vecchio Kimi porta a casa una bella gara. La prima guida dell’Alfa Romeo termina in settima posizione. Certo, molto ha influito il doppio ritiro delle Renault, che erano ritornate all’arrembaggio dopo una lunga scalata dalle posizioni di rincalzo. Ma va detto che Raikkonen è stato autore anche di bei duelli, resistendo a chi voleva sorpassarlo e conquistando sul campo i sei punti che valgono oro per la squadra italo-svizzera. Anche perché Giovinazzi continua a non portare punti. Vero che il pugliese è stato sfortunato in più occasioni, ma purtroppo iellati e scarsi pesano uguale in graduatoria.

DOWN #1: SEBASTIAN VETTEL

Pur volendo garantirgli tutte le attenuanti del caso, in questa corsa è emersa una subalternità che non doveva emergere. Sebastian Vettel è il capitano indiscusso della Scuderia Ferrari e la vittoria che stava cadendo nelle mani di Charles Leclerc era del tutto inopportuna. Ma d’altronde il tedesco non riusciva a far nulla per impedirlo. Il #5 ha perso la pole del sabato (con l’aiuto della squadra che lo ha mandato in Q2 in mezzo al traffico). Poi, nonostante la buona partenza, non è riuscito ad allungare su Leclerc (che l’ha ripreso). E infine, nel confronto diretto con Lewis Hamilton una volta usciti dai box, non solo ha perso la piazza d’onore ma si è anche girato su se stesso senza che alcuno l’avesse toccato. Un momento difficile che bisogna archiviare. Altrimenti a Maranello rischia di esplodere una crisi sportiva senza precedenti.

DOWN #2: PIERRE GASLY

Ancora una volta deludente la corsa di Pierre Gasly. Mentre Max Verstappen artiglia addirittura il podio, il suo compagno di squadra continua a duellare con le Toro Rosso. Che sia troppo affezionato alla scuderia di Faenza? Di certo il suo sedile deve essere già rovente. Conoscendo Helmut Marko, la retrocessione è scoraggiata solo dalla stoffa dei piloti della scuderia sorella. Troppo acerbo Albon, troppi conti in sospeso con Kvyat. Però Pierre deve darsi una svegliata: la sua monoposto è la terza della griglia e non è fatta per navigare nella parte bassa della classifica.

DOWN #3: ROMAIN GROSJEAN

Retrocesso in qualifica ed estromesso in gara, il pilota francese si riconferma come la prima e più importante gatta da pelare per il team Haas. Ricordiamoci sempre che se corre ancora in F1 è perché John Elkann ha deciso di non parcheggiare Leclerc nella squadra americana. A sua discolpa va messo agli atti anche il difficile weekend per il team guidato da Steiner, che accusa anche una corsa molto negativa di Kevin Magnussen. Ma in ogni caso non è possibile dilapidare tanti punti a inizio stagione: le macchine a stelle e strisce dovrebbero capitalizzare in questo momento. Perché prima o poi la Renault tornerà a fare le spalle grosse.

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