Up & Down del GP di Spagna

A cura di Marco Di Geronimo

È trascorso anche questo difficile Gran Premio di Spagna. La tappa inaugurale della stagione europea, quella alla quale tutti i team si presentano con aggiornamenti. Poco è cambiato in testa. La Mercedes ha dominato dall’inizio alla fine, con la quinta (ennesima) doppietta di fila. Mai un mondiale era iniziato meglio a una Scuderia di F1. Il che deprime i tifosi ferraristi. Alle prese, poveri loro, con una squadra in chiara crisi di identità. Da questo quadro, chi emerge con lode e chi con biasimo? Chi sale e chi scende in terra catalana?

CIRCUIT DE BARCELONA-CATALUNYA, SPAIN – MAY 12: Charles Leclerc, Ferrari SF90, Pierre Gasly, Red Bull Racing RB15, Kevin Magnussen, Haas VF-19 and Romain Grosjean, Haas VF-19 battle during the Spanish GP at Circuit de Barcelona-Catalunya on May 12, 2019 in Circuit de Barcelona-Catalunya, Spain. (Photo by Andy Hone / LAT Images)

UP #1: LEWIS HAMILTON

C’è poco da spiegare. Lewis Hamilton domina il Gran Premio di Spagna dal primo all’ultimo giro. Reduce da un sabato difficile, ribalta i rapporti di forza in casa Mercedes. Vero, Bottas ha infilato una gran pole position: ma il pilota inglese ha ribattuto con una prestazione da incorniciare. La sua vittoria non è mai stata in discussione. A partire dalla partenza, semplicemente perfetta, con la quale il #44 ha strappato la prima posizione. A quel punto ha gestito la gara con oltre 5 secondi di vantaggio, sempre, in ogni fase. Ma forse la dimostrazione di forza più sconvolgente avviene a fine gara. Quando si vede il distacco annullato, e nonostante questo lo ricostruisce daccapo in pochi giri. Se qualcuno merita il mondiale 2019, da queste prime corse l’unico candidato sembra essere lui.

UP #2: PIERRE GASLY

Il giovane rampante della Red Bull Racing finalmente si è svegliato. Ce ne è voluto, ma anche il 1996 si è accorto di essere pilota di un top team. La sua sesta piazza è più che meritata: il francesino ha risposto con grinta in tutti i duelli in cui è stato coinvolto. Una risposta che ci si aspettava da tempo dal #10, che ha subito un inizio stagione particolarmente difficile. Adesso spetta a lui continuare a gettare acqua sul fuoco e raffreddare un sedile che s’era di colpo fatto bollente. Avrà una grande occasione a breve. Il Gran Premio di Monaco. E nella Indy 500 della Formula 1, Pierre Gasly disporrà della seconda macchina più adatta. Se vuole fare qualche numero, adesso è l’ora.

UP #3: CARLOS SAINZ

Nel giorno della tragedia per Lando Norris (l’inglesino ha agganciato Stroll in curva ed è finito fuori gara), Carlos Sainz sorride. Lo spagnolo conquista la settima piazza nel Gran Premio di casa, grazie a un impegno coriaceo nel corpo a corpo e alla spinta dei tifosi connazionali. Il figlio d’arte monetizza in un colpo solo punti, telecamere e vittoria di tappa sul giovane team-mate (molto bravo a catalizzare su di sé i giornalisti con bei risultati in pista e una boccata d’aria fresca, giovanile, trasmessa dalle sue seguitissime pagine social). E ancora una volta una McLaren batte la squadra ufficiale. Cioè la Renault (sempre più in difficoltà) di Ricciardo e Hulkenberg.

DOWN #1: VALTTERI BOTTAS

Il pilota finlandese aveva stampato una pole grandiosa e doveva rilanciarsi nella lotta iridata. Invece incassa una delle legnate più formidabili della Storia. Bottas rimedia secondi su secondi, tutti di svantaggio, senza mai contendere la leadership all’ingombrante compagno di squadra. Spetta a lui ribaltare la situazione: ma Monaco, la prossima pista che la F1 visiterà, è uno dei circuiti più impegnativi del mondiale. Quando si gioca con un cinque volte Campione del mondo, sarebbe preferibile avere terreni di gioco più favorevoli. Dovrà comunque inventarsi qualcosa. Non può rimanere sempre indietro. Altrimenti finirebbe per ritornare a essere il «maggiordomo» (cit) che tutti disprezzavano.

DOWN #2: LE DUE FERRARI

Sarebbe ingiusto attribuire ai singoli piloti il Down di questo GP. E però non si può ignorare una delle performance più negative e avvilenti che la Scuderia abbia regalato ai suoi tifosi. C’era grande attesa attorno alla corsa di Montmelò: arrivava il cospicuo pacchetto di aggiornamenti che doveva riallineare la SF90 alla concorrenza. E invece la monoposto è lenta come prima (forse di più, grazie alla crescita Mercedes). A fare più rabbia però è la pessima gestione gara del muretto. Gli strateghi della Rossa hanno dilapidato un patrimonio in secondi, lasciando (due volte!) il pilota più veloce dietro il più lento. Con questo scherzetto ci hanno perso il podio. E anche il bronzo iridato provvisorio. C’è del marcio a Maranello: qualcuno scopra cos’è e lo spazzi via, cortesemente.

DOWN #3: KIMI RAIKKONEN

Alle prestazioni di Antonio Giovinazzi siamo purtroppo abituati. Fa tristezza però vedere il #7 remare nella parte bassa della classifica. A sua discolpa va annotato il weekend complessivamente negativo dell’Alfa Romeo Racing. E però i tifosi continuavano a sperare che il finnico fosse in grado (come finora è sembrato essere) di ribaltare le sorti della piccola squadra italosvizzera. Nelle prossime settimane scopriremo se è stata una parentesi o se viceversa è la vettura a essere “affondata” prestazionalmente. Non fa certo bene alla classifica, però, assistere al ritorno delle Haas mentre si va con ambo le macchine fuori dalla zona punti.

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