Economia e colonialismo nell’Europa del XX secolo: Gli imperi centrali

A cura di Antonello Luongo

Gli imperi centrali non ebbero grandi possibilità di formare stati coloniali in altri continenti, possibilità che non sottratta loro da un fattore economico quanto geografico: la Germania poteva far navigar le proprie navi partendo dal mar Baltico: molto florido per i commerci all’interno del proprio bacino ma distante dall’area atlantica a cui si offriva, ad esempio, il porto di Amsterdam.
Di conseguenza tutte le merci in partenza e in arrivo in Germania da/per altri continenti dovevano prima subire il passaggio per altri porti europei. Per quanto riguarda l’Austria l’unico sbocco sul mare concessogli fu acquisito durante la discesa in Italia di Napoleone, il quale consegnò loro quello che sarà uno dei porti più attivi del Mediterraeo, quello di Venezia.
La situazione geografica fece in modo che la politica “Coloniale” dei due paesi fosse ristretta ai paesi limitrofi. La stessa politica austriaca nei confronti dei paesi balcanici sancì l’inizio della prima Guerra mondiale.

Colonialismo tedesco: in giallo il Venezuela (Klein-Venedig), dove si era svolto un tentativo di colonizzazione nel XVI secolo; in rosso alcuni stabilimenti coloniali tentati da vari Stati tedeschi (soprattutto il Brandeburgo) nel XVII secolo; in azzurro le colonie dell’Impero germanico alla vigilia della prima guerra mondiale (fonte Wikipedia)

Economicamente la Germania stava diventando un paese florido poiché attingeva le materie prime per la propria industria (le più importanti erano industrie metallurgiche) direttamente da zone interne al paese (quale ad esempio la Ruhr) e anche nella propria parte est (dove attualmente sono stati costruiti moltissimi laghi artificiali al posto delle dismesse ed enormi miniere “a cielo aperto”).
Il caso tedesco è un caso particolare in quanto la sua potenza economica non deriva da una spinta politica colonialista, ma da un modello autarchico e chiuso.
Nel principio del XX secolo l’economia tedesca vivrà un periodo di stabilità e crescita proprio grazie a questo sistema, in vigore già da secoli. come nel periodo successivo alla Repubblica di Weimar, L’economia tedesca proprio grazie a questi fattori pregressi dimostrerà di essere capace di grandissime riprese per quanto riguarda i regimi produttivi industriali.
Si ricordi che nel 1913 in Germania i depositi aurei destinati alle operazioni di finanziamento delle banche (ed anche alla valutazione della moneta) ammontavano a più del 250% di quelli delle banche inglesi.
La stessa età contemporanea sta osservando la Repubblica Federale Tedesca dominare quasi incontrastatamente le sorti dell’Euro dopo essersi riunita nel ’89  e dopo aver subito la seconda sconfitta in una guerra mondiale ed averne affrontato le conseguenze.

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