Le pagelle del GP d’Austria

A cura di Antonello Luongo

Incomincia, 215 giorni dopo la chiusura della scorsa, la stagione 2020 di Formula Uno ed incomincia col botto. Un gran premio pieno di colpi di scena, aperto ad ogni possibilità fino all’ultimo giro.

Voto complessivo del GP: 8

Esaltante sia per la battaglia in testa tra le due Mercedes, attiva fino all’ultimo giro, almeno in pista. Le safety car hanno inoltre contribuito ad estendere a molti degli inseguitori la battaglia per il podio e ne ha giovato definitivamente lo spettacolo, aprendo la gara al giro 52 e lasciandola aperta fino all’ultimo giro. Con Norris che tira giù Hamilton dal podio grazie ad uno strepitoso ultimo giro.

Valteri Bottas 8
È la prima della stagione eppure, già in qualifica, è sembrato che questo campionato abbia riservato una categoria a parte al duo Mercedes. Riesce a tener testa al suo compagno in qualifica ed in gara, fortunatamente a parità di vettura (e di problemi al cambio), anzi, riesce a far ciò in maniera più lucida rispetto ad Hamilton.

Charles Leclerc 9
Portare questa Ferrari ad un secondo posto, dopo ciò che è stato mostrato in qualifica, dove comunque il predestinato ha conquistato la 7a piazza, non è da tutti. Lo dimostra il confronto con Vettel. Certo, si potrebbe discutere sul dipendere del risultato anche da demeriti altrui. Ma Norris e Perez sicuramente non si son fatti da parte volontariamente e la resistenza a Sainz nei primi giri ed il sorpasso su Perez nel finale, al netto delle prestazioni della SF1000 sono valsi a Leclerc il proprio voto.

Lando Norris 8
Prestante in qualifica, parte terzo dopo aver fatto registrare il quarto tempo, in gara sembrava essere andato in affanno. Quando invece nel finale decide di tirar fuori i muscoli contro Perez, con un gran bel sorpasso di forza. L’ultimo giro è un’emozione da vivere, porta a casa il giro più veloce della gara e quei due decimi di secondo che lo fanno balzare sul podio, proprio di fronte ad Hamilton. Avesse resistito a Leclerc nelle fasi centrali della gara staremmo parlando di un secondo posto per Lando.

Lewis Hamilton 4
In qualifica fa di tutto per registrare un buon tempo, il migliore distante soli 12 millesimi dal compagno Bottas, ma fatto registrare sotto regime di bandiere gialle, errore che gli costa la prima fila e lo costringe a partire quinto. Dopodiché fa il suo dovere, raggiunge Bottas ed ingaggia il duello, il che stava rappresentando un lavoro super da parte di Lewis in gara.
Finché non iniziano le comunicazioni alla radio riguardo il cambio lì lì per cedere su entrambe le Mercedes. Dopodiché il nervosismo prende il sopravvento e la replica del Brasile 2019 con Albon non può che abbassare il voto complessivo del weekend. Troppi errori, in qualifica ed in gara, che hanno costato la vittoria, e non solo a lui.

Carlos Sainz 6
Significativo il confronto con il suo futuro compagno di squadra durante i primi giri della gara. Non risulta incisivo, decide di essere cauto e la cauzione lo porta ad un quinto posto, senza errori o macchie. Ma teniamo presente che Norris ha finito terzo, osando quel poco di più.

Sergio Perez 6
Dati gli eventi in gara, è stata una domenica nella quale ci si sarebbe potuti aspettare la Mercedes 2019 (aka Racing Point) finire a podio o addirittura vincere la gara. Lui stesso ha contribuito ad ingrandire le aspettative durante il fine settimana. Invece è stato un weekend dove le aspettative sono andate (quasi letteralmente) in fumo. Subisce due gran sorpassi da Leclerc e Norris e persino dal cauto Sainz.

Pierre Gasly 7
Continua la sci di risultati positivi da quando è ritornato in Toro Rosso/Alpha Tauri. A dimostrazione che la promozione dello scorso anno in Red Bull sia stata prematura. Bene nel confronto con il connazionale Ocon, al quale si è presentato anche con gomme non fresche. Bravo anche nel riuscire a portare avanti la strategia difficile da gestire.

Esteban Ocon 5
Paga pesantemente in qualifica il confronto con Ricciardo, probabilmente si sta chiedendo ancora come abbia fatto l’australiano a tirar fuori il giro che l’ha portato in Q3. In gara non risulta essere una scheggia e non riesce a superare, nelle fasi finali, il connazionale Gasly pur essendosi presentato al duello con un chiaro vantaggio strategico.

Antonio Giovinazzi 7
Si tiene dietro Raikkonen per tutto il weekend, aveva bisogno di una prestazione del genere. Come se non bastasse, finisce anche avanti Vettel. Un weekend concreto, non macchiato da errori e segnato da una buona gestione del mezzo e delle circostanze sia in gara che in qualifica.

Sebastian Vettel 3
Paga e pesantemente le dichiarazioni fatte alla stampa e soprattutto il confronto con Leclerc, sia in qualifica che in gara. Sembra non riuscire proprio a trovare il feeling con la SF1000 e lo dimostra già dal sabato uscendo, clamorosamente, in Q2. La domenica la sua gara potrebbe avere risvolti diversi, si trova in bagarre con Stroll e Ricciardo prima e riesce ad uscire dalla situazione per i problemi al motore avuti da entrambi. Successivamente si trova a battagliare con Leclerc e Sainz e l’esito è quello che ormai chiunque abbia guardato la Formula Uno negli ultimi due anni si sarebbe quasi aspettato. Il quattro volte campione del mondo si è girato, finendo in fondo alla classifica ed a duellare con la WIlliams di Russel, Chi ha parlato dell’anno di Vettel perché scevro di pressioni psicologiche forse dovrebbe ricalcolare la considerazione.
Credo, in termini di previsioni, non sia sbagliato aspettarsi la citazione di un famosissimo paragone tra la Ferrari ed un camion, con analogo esito, entro la fine della stagione.

Nicolas Latifi 6
Non impressiona, sbaglia al venerdì durante le FP3 e dopodiché non commette altri errori. Cauto al punto giusto per essere comunque la sua prima apparizione in un Gran Premio di Formula Uno.
Troppo poco per lodare, non abbastanza per criticare.

Daniil Kvyat 6
Fino al momento del ritiro stava portando avanti una gara dignitosa, riuscendo a tenere dietro Vettel ed Ocon, tenendo il passo con il proprio compagno di squadra. Peccato, sarebbero stati punti preziosi per il team di Faenza.

Alexander Albon 7
Preciso, corretto. Dopo il ritiro di Verstappen diventa l’unica speranza RedBull, dopo le Safety Car diventa la speranza di tutti per vedere messa in discussione la vittoria Mercedes.
Lui è lì, pronto a cogliere l’occasione, con gomme supersoft nuove contro le hard delle Mercedes, si ritrova in terza posizione dopo una mossa audace e pulita su Perez, anche fortunata per le tempistiche rispetto alla Safety Car che sarebbe stata chiamata un attimo dopo.
Ci prova e sembrava anche esserci riuscito su Hamilton, poi lo scontro tra i due, molto simile al Brasile 2019. Non credo abbia colpe, per citare le parole di Martin Brundle durante la telecronaca, forse sarebbe dovuto rimanere paziente ed aspettare un’occasione migliore per portare l’attacco, il cui esito, il sorpasso, era quasi scontato.
Se l’anno scorso il RedBull Ring ha insegnato a Lecerc di poter essere più aggressivo, si spera che anche Albon possa imparare la lezione ed evitare di lasciare questi spazi pericolosi ad Hamilton, in modo tale da impedire al britannico di infilarcisi una prossima volta.

Kimi Raikkonen 6
Fino al momento del ritiro stava portando avanti una gara onesta. Certo, in qualifica non è brillato nel confronto con il compagno Giovinazzi, ma in gara è sempre sembrato pronto a giocarsela tenendo conto sempre del mezzo a disposizione.

George Russel 8
Ha filato in qualifica e non fosse stato per 0.07s avrebbe potuto portare la sua Williams per la prima volta in Q2 dopo molto tempo e non vedo l’ora di assistere al secondo tentativo, la settimana prossima, sulla stessa pista.
In gara, al momento del ritiro, stava viaggiando in 12a piazza e sarebbe stato curioso ed interessante vederlo duellare con Vettel, che in quel momento era alle sue spalle. Oltretutto, tenendo in conto il posizionamento di Latifi a fine gara, se non si fosse ritirato avrebbe potuto anche ambire a raccogliere i suoi primi punti i Formula Uno.

Roman Grosjean & Kevin Magnussen 5
Al netto dei freni avariati su entrambe le Haas c’è da chiedersi perché siano ancora presenti in griglia, dati i risultati non confortanti raccolti la settimana scorsa. Al netto del mezzo, anche la prestazione in gara ed in qualifica non esalta.

Lance Stroll 5
In qualifica sembra molto distante dal suo compagno di box ed in gara anche. Se Perez non ha avuto problemi nelle prime fasi di gara a tenersi Leclerc alle spalle, Lance stava avendo alcuni problemi con Vettel e Ricciardo. Ovviamente sulla prestazione possono aver influito anche le noie tecniche che l’hanno portato al ritiro, ma c’è da capire quanto. Non è comunque una novità la differenza di prestazione nei confronti di Perez, almeno in qualifica ed è qualcosa a cui ci siamo abituati per tutta la passata stagione, qualcosa su cui il giovane Lance dovrebbe iniziare a lavorare.

Daniel Ricciardo 7
In qualifica ha dimostrato di avere ancora un’ottimo smalto e lo dimostra il divario con Ocon in Q2. In gara ha perso delle posizioni in partenza, ma sembrava pronto a rimediare e sarebbe stato interessante vederlo duellare più a lungo con Vettel. Oltretutto la gara di domenica è proprio una di quelle gare in cui Ricciardo si esalta e sarebbe stato interessante vederlo in lotta fino alla fine, pensando a Baku 2017 o al GP di cina 2018.

Max Verstappen 6
Fa il suo dovere, in qualifica innesca l’azzardo tattico della partenza su gomme medie ed alla partenza riesce a difendere la sua seconda posizione dagli attacchi di Norris, partito su soft.
Sarebbe stato interessante osservare il confronto tra la strategia di Verstappen e quella delle due Mercedes a gara in corso. Oltretutto, tenendo in conto le varie safety car, credo Verstappen sarebbe potuto essere il vincitore del GP se fosse stato ancora in gara e con una strategia simile a quella di Albon.

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