Davide Di Bono

“Homo sum, humani nihil a me alienum puto”
Sono un essere umano, non ritengo estraneo a me nulla di umano.
Avrei dovuto esordire con le mie generalità ma, per definire ciò che sono e vorrei essere, ho bisogno di stampare qui in alto questa citazione di Terenzio e cercherò di spiegarvi anche il perché.
Prima di tutto, però, le questioni formali. Mi chiamo Davide Di Bono e sono un lucano ventenne (prima lucano, poi ventenne) studente di Lettere Classiche presso l’Università degli Studi della Basilicata. Ho scelto di far parte di Leukòs perché rispecchia ciò che deve essere un progetto ambizioso e utile, in grado di dare e ricevere tanto come motore di un coinvolgimento attivo dal punto di vista sociale e culturale. In un mondo come quello di oggi, fortemente dominato da un individualismo alienato e alienante, l’impegno attivo non è una cosa scontata ma una scelta coraggiosa e troppo spesso ostacolata in nome dell’inutilità.  “A che serve?”, “Non cambierà mai nulla!”, “Fatti i fatti tuoi e campi cent’anni…” (spoiler: spesso queste tre espressioni vengono sparate tutte insieme nella stessa emissione di fiato). Se dovessimo riassumerequesta situazione in uno slogan esso potrebbe essere “pensa a te stesso”, svuotato dai contenuti più nobili e inteso soltanto come soddisfacimento dei propri bisogni o di quelli che purtroppo vengono spacciati come tali. Tutto questo contesto ci assimila alle restanti creature presenti sulla Terra, privandoci a lungo andare dell’unica caratteristica che ci rende speciali: la capacità di pensare e andare oltre i nostri bisogni immediati. L’essere umani non è un regalo che la Natura ci consegna preconfezionato e pronto per l’uso bensì una conquista, un premio che richiede impegno, studio, coraggio ma dal raggiungimento del quale nessuno di noi può considerarsi escluso. Al servizio di Leukòsmetterò le mie piccole competenze e la mia grande voglia di “fare da spugna” nei confronti dei tanti ragazzi insieme a me parte del progetto, nell’ottica di far progressi verso l’obiettivo che potrei considerare un po’ come una vera e propria missione: diventare ed essere umano, per me stesso e per gli altri. Acquisire uno spirito critico per captare, comprendere e costruire un mondo migliore e noi, piccoli, insignificanti esseri possiamo fare tutto questo per darci un senso. Sono un essere bastardo, contaminato, sono uomo e posso creare il mondo. E lì dove non arrivano le mie possibilità fisiche ed economiche può arrivare la mia mente, la mia immaginazione.  Sono un essere bastardo, perché la purezza è insapore e siamo fatti per contaminarci di bellezza.

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