Paolo Cammarota

Buongiorno a tutti,

permettete di presentarmi. Mi chiamo Paolo Cammarota, ho 22 anni e sono un ragazzo lucano che come  molti fra voi, qualche hanno fa terminata la scuola superiore è emigrato verso altri lidi  per proseguire i suoi studi universitari.

Fin da piccolo, sono stato preparato all’idea di dover “andare a studiare fuori” ed ecco che così, la mia decisione al termine del liceo è sembrata essere una tappa prevista del mio processo di crescita. D’altronde la particolarità della scelta della facoltà universitaria arrivata in un bollente pomeriggio di luglio , qualche giorno dopo la tanto attesa maturità, mi avrebbe condotto obbligatoriamente a emigrare. Ecco così, che dopo essermi diplomato al “Liceo Scientifico G. Galilei” di Potenza nel 2014, ho fatto le mie valige e mi sono trasferito 600 km più a nord (non troppi, tutto sommato), a Forlì, una ridente cittadina della Romagna . Qui, oltre a gustare piadine e cappelletti in brodo, mi sono iscritto al corso di laurea triennale in  Scienze Internazionali e diplomatiche – nella facoltà di Scienze Politiche dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Facoltà che mi ha dato tanto e soprattutto la consapevolezza che la flessibilità è tutto, diventando la mia key word preferita. Un percorso che mi ha permesso di allargare ancor di più i miei orizzonti e che mi ha sicuramente regalato tante belle soddisfazioni. Un periodo che senz’altro ha rappresentato la mia prima vera esperienza lontana da casa : formativa, intensa, ricca ed entusiasmante e forse anche troppo veloce (mi è sembrata passare in un attimo).

A Forlì ho vissuto, in realtà,  solamente due anni della mia vita dal momento che ho trascorso il mio terzo, interamente in Erasmus, nel Nord della Francia, a Lille dove ho frequentato per un anno l’IEP di Lille (Institut d’etudes Politiques), per poi ritornarvi nel focoso luglio successivo per laurearmi. Sarebbe superfluo dire che l’esperienza Erasmus mi ha arricchito in termini di esperienze, conoscenze,  lingue, incontri, infatti, ha rappresentato molto di più ,probabilmente cambiando il corso delle cose , della mia vita (vogliate perdonarmi, per questa frase da uomo vissuto) . A distanza di due anni infatti mi trovo ancora qui, a Lille, certo non per un Erasmus infinito, benché potrebbe essere bella l’idea. Terminato l’Erasmus ,infatti,  con l’acquisizione della laurea triennale incombente, era già tempo di pensare al futuro e dunque alla magistrale ed ecco tra me e me la sensazione che Lille avrebbe potuto significare qualcosa. Vi parlo chiaramente di una sensazione, perché credo che la maggiorparte delle decisioni che si prendono, per quanto ragionate, studiate e oggetto di accurate comparazioni, sono infine prese perché sentiamo qualcosa dentro di noi che ci spinge in quella direzione piuttosto che in un’altra. Un’intuizione, il semplice caso o forse il destino , per chi ci crede…  Eccomi dunque, ragionare a questa possibilità che mi ha portato ad iscrivermi al concorso di ammissione dell’Istituto di Studi Politici di Lille a soli 4 min prima del termine ultimo (le ore 00.00 del 5 aprile di 2 anni fa). Forse sono stato un temerario, ma eccomi ad oggi, ancora qui, nel secondo anno di master 2 ( così è chiamato in Francia il secondo anno di magistrale) in Affari Europei e pronto ad iniziare uno stage presso INTERREG, un programma europeo che si occupa di gestione e montaggio di progetti europei in aree transfrontaliere, interregionali e transnazionali.

Dopo quasi tre anni qui a Lille, nel dipartimento del Nord e nella regione Hauts-de-France, posso dire di sentirmi sicuramente fortemente legato alla mia terra, la mia città, la mia comunità,il mio Paese ( che ormai ho lasciato da qualche anno), ma allo stesso tempo credo di essere in fondo anche un pò Lilloise e un pò Francese. In sintesi, credo di sentirmi in fin dei conti Europeo. Dopo tutto , i luoghi dove viviamo e le persone che incontriamo ci lasciano qualcosa , che porteremo sempre dentro di noi ; degli elementi che creano la nostra persona e che costruiscono la nostra identità. Non credo si nasca omologati . Forte di un legame con la mia terra, che non ho mai reciso, eccomi  infatti scrivere una tesi di magistrale che rispecchia la mia persona : un cittadino lucano, italiano, europeo. Ho dedicato infatti questa tesi alla regione Basilicata, affrontando un’analisi dell’utilizzo e della gestione dei fondi strutturali europei sul territorio,  mettendo dunque in evidenza il suo potenziale di carattere europeo e permettetemi, da non fare invidia a nessun’altra regione d’Italia e non .

In conclusione, che dire… sono in viaggio : dopo la partenza potentina , pit stop a Forlì, il presente che parla francese …

E il futuro? Chi lo sa … Mi piace essere cittadino del mondo e cogliere le sorprese che questo saprà offrirmi…

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