a cura di Andrea Mario Rossi

Un provvedimento che passa nell’indifferenza generale, una risoluzione che semplicemente falsifica la Storia Contemporanea dell’Europa e del mondo intero.
Nemmeno il Silvio Berlusconi degli anni d’oro è riuscito nell’impresa che ha portato a termine, nei giorni scorsi, l’Europarlamento.
Ebbene, ciò che sembrava davvero impensabile non più tardi di qualche decennio fa, si è effettivamente realizzato: il Parlamento UE ha sancito sostanzialmente che Comunismo e Nazismo sono stati la stessa cosa.
Ho i brividi soltanto a scrivere una cosa del genere, purtroppo tant’è.
Un altro elemento raccapricciante di tutta questa storia è rappresentato dal voto favorevole (insieme a Lega e FDI) di 15 Eurodeputati del Partito Democratico.
S&D: Bartolo (PD), Benifei (PD), Bonafè (PD), Calenda (PD), Chinnici (PD), Cozzolino (PD),
Danti (PD), De Castro (PD), Ferrandino (PD), Gualmini (PD), Moretti (PD), Picierno (PD), Pisapia
(PD), Tinagli (PD).
Ecco i cognomi che non dovrete dimenticare perché artefici dell’ultimo tradimento, della “soluzione finale” di una Storia che si è voluta seppellire, affogandola senza pietà all’interno del conformismo liberista, unica regola vincente delle nostre tristi faccende quotidiane.
Nei prossimi anni, i libri di Storia che leggeranno le nuove generazioni saranno colmi di grigiore e di verità superficiali: all’interno di questa mozione si arriva addirittura a teorizzare la responsabilità Sovietica riguardo all’inizio della seconda guerra mondiale.
Bisognerebbe ricordare a questi signori il ruolo decisivo e imprescindibile dell’Armata Rossa nella vittoria contro il Nazifascismo, per non parlare della totale adesione dei Comunisti dell’Europa Occidentale (P.C.I. in prima fila) alle Costituzioni Democratiche del dopoguerra.
La restaurazione è dunque completa, l’asservimento totale al Dio denaro e alle sempreverdi logiche di profitto chiude, anche culturalmente, ogni residua prospettiva di riscatto collettivo e di autodeterminazione delle masse.
Uccidere l’idea dell’ambizione collettiva, rafforzando ed affamando sempre più l’idea della prevaricazione degli uomini su altri uomini.
Quali saranno dunque i modelli sociali di riferimento delle generazioni future?
Un’operazione di revisionismo storico così violenta e ipocrita avrà delle conseguenze catastrofiche per l’avvenire.
Il tema non è “Rinnegare il Comunismo”, bensì ammazzare sul nascere qualsiasi idea che possa contemplare la messa in discussione le regole del “Mercato” o dei grandi potentati finanziari.
Per ora hanno vinto loro, questo è indubbio…
Certo è che spesso la Storia si è divertita a punire coloro i quali hanno provato ad alterare in maniera strumentale il corso degli eventi.
Assisteremo con curiosità a quel che accadrà in futuro.
