Il petto scoperto, come mai esposto
impotente e fervente, totalmente si strugge
del folle delirio, insopprimibile,
di una malinconia che tormentosa asfissia
senza sosta scavando insanabili voragini.
Teneramente spietata è la squisita ferocia
dell’inaudita arsura che ardente
consuma risalendo la gola sopraffatta
da una sete placida e fremente
di promesse sospese, di anelanti attese.
Non conosce freno questa smania che tartassa
morbida e febbrile, come quiete, come fuoco
deliziosa e lancinante lama affonda
sui palmi che inermi, già sfatti accolgono
delle mancanti carezze gli atroci squarci.
E’ una frenesia che non distingue argini,
lieve come poesia e impellente come un assillo
violentemente e dolcemente straripa
dalle vene che estatiche ne traboccano, ebbre
del suadente richiamo all’abbandono assoluto.
