Hello Friend

A cura di Antonello Luongo

Recensione spoiler-free della serie Mr. Robot

“L’importante non è la storia, ma il tono, il punto di vista.” Con queste parole Sam Ismail parla della serie tv di cui è l’autore, lo sceneggiatore ed il regista.

Guardando la serie ci si accorge sia proprio così, non è seguendo la trama che si capiscono il contenuto ed il messaggio della serie, ma questo si comprende proprio seguendo il “punto di vista” con il quale le vicende vengono narrate. 

La storia viene narrata all’osservatore direttamente da Elliot Alderson (il protagonista), che si pone quale narratore inaffidabile in quanto si tratta di un suo racconto ad un amico immaginario, tale contesto si intuisce con la prima frase pronunciata all’inizio della serie “hello friend” proprio da Elliot, che ci spiega anche perché ha chiamato in causa questo individuo che vive soltanto nella sua testa. 

Durante tutte e quattro le stagioni il dubbio resterà sempre: vediamo i fatti per quello che sono o per come ce li narra Elliot, durante la seconda stagione avremo una netta prova di quale tra le due è l’alternativa corretta.

Il frame un elemento essenziale nella narrazione

I concetti precedentemente analizzati vengono esposti anche attraverso la fotografia (il framing). Non viene utilizzato un framing convenzionale, seguendo la canonica regola dei terzi. I frame sono pieni di vuoto: i personaggi occupano soltanto una parte del frame, così come vengono descritti da Ismail isolati dalla società, al suo margine, così come appaiono al margine del frame.

Questo tipo di fotografia viene adottata anche per mettere in risalto che la storia raccontata non è la storia di Elliot o di qualsiasi di questi personaggi, si tratta delle vicende per come le percepiamo noi, in cui i personaggi sono importanti ma non quanto il nostro punto di vista, la nostra opinione su ciò che Elliot ci racconta dalla prima all’ultima puntata.

Quindi, grazie al framing adottato, ci ritroveremo molte volte a guardare un cartello o un palazzo sullo sfondo piuttosto che ad uno dei personaggi durante una scena.

Preferisco utilizzare il termine framing piuttosto che fotografia proprio per la sua doppia valenza, per far riferimento sia al frame fotografico, che al frame nel senso di cornice/contesto della storia che viene raccontata.

Ispirazioni

Guardando già solo parte della prima stagione è possibile comprendere come la serie sia piena di cliché e riferimenti ad altri prodotti cinematografici, ma non è da considerare questa come un remake di qualcosa di già fatto, quanto più un collage di idee già viste, assemblate ed aggiornate in modo tale da dare origine ad un prodotto moderno ed originale.

Sam Ismail non ha mai negato di essere un appassionato di cinema e la sua dedizione si nota nelle diverse citazioni presenti nella serie: They live (1988), V per vendetta, fight club, trainspotting, the shining, the Matrix, American Psycho.

Tre temi principali

Cinismo 

Elliott sembra avere una visione di tutto il mondo in cui vive come di un organismo affetto da un qualche malanno e con il bisogno di una purga rivolta a questo malanno. Avete presente l’elezione di Trump? Avete presente Salvini e gli immigrati oppure le Sardine e Salvini? 

Questo è il cinismo di cui è dotata la serie. 

Un male che affligge l’intero mondo e che va eradicato da questo, tramite una rivoluzione. Scommetto che suona familiare, inflazionato, il termine.

Ansia

Nel mondo moderno godiamo di infinite possibilità grazie ad internet, viviamo nell’epoca dell’immediato e così ogni cosa è capace di trasformarsi in una corsa contro il tempo. 

Un personaggio, nello specifico, incarna questa idea: Whiterose, il capo degli hackers cinesi della dark army, ossessionata con il tempo fino all’ultimo secondo, al punto da essere riuscita ad ottenere il controllo su tutto, tranne che sul tempo.

Nello stesso modo, parlando delle aspettative che il mondo moderno ci “inculca” Tyrell Wellick è un esempio di come si possa essere ansiosi di scalare le gerarchie per diventare CEO (della E-Corp nrd), di come si possa essere guidati da questa motivazione ma di come proprio questa motivazione lo porti a restare solo. 

Allo stesso modo Elliott soffre di ansia sociale ed inizia ad hackerare le persone per poterle conoscere, entrare a fondo nelle loro vite sociali. Allo stesso tempo questo lo rende ansioso che chiunque possa fare lo stesso a lui ed entrare nella sua intimità. 

Isolamento/solitudine/alienazione

Questo sembra essere il tema principale della serie, i personaggi e come questi vivono la propria solitudine. Il tema viene trasmesso anche tramite la fotografia. I personaggi sono sempre piazzati letteralmente in un angolo del frame. Anche quando i personaggi sono raggruppati risultano inseriti in una sorta di cornice che li isola li uni dagli agli verso l’esterno.

La storia di tutti i personaggi, in fondo, racconta di come i social media e questa modernità li abbiano isolati dalla società e di come si viva in una società polverizzata come non mai. 

Elliott si unisce alla F Society a causa della sua solitudine, la solitudine di Elliott soprattutto ci viene trasmessa anche attraverso i suoi trip dopo aver assunto sostanze stupefacenti. 

Anche con il proseguire della serie ci si rende conto di come più passi il tempo e più i personaggi siano soli, isolati. Al punto da passare un’intera puntata (nella quarta stagione) in silenzio. 

Essere vulnerabili 

Elliot soffre del disturbo di ansia sociale: la persistente paura di situazioni sociali, come interagire con altre persone o semplicemente camminare per strada. 

Elliott paragona spesso la società ai PC con cui lavora e come questi funzionano (esplicitato nell’episodio 5 della prima stagione exploits). Il paragone si rafforza quando durante la serie i protagonisti risultano intenti i  atti di ingegneria sociale (una specifica tecnica dell’hacking) sfruttando le debolezze di ogni individuo come fossero le debolezze di un sistema informatico per poterlo poi manipolare. 

La filosofia dietro la serie

I riferimenti filosofici potrebbero essere molteplici, dai più evidenti quali quelli per Feuerbach, Marx ed il concetto di alienazione studiato ed esposto dai due fino ad arrivare ad Adam Smith, chiamato in causa tramite la menzione della mano invisibile, concetto importante soprattutto nel suo scritto la Teoria dei Sentimenti morali, scritto che fornirà le basi per la ricchezza delle nazioni.

L’elemento che causa l’alienazione è il controllo o l’assenza di questo. Lo dimostra il monologo di apertura della serie così come nelle prime due stagioni molte delle interazioni tra Eliott e Mr. Robot.

Il contesto economico

Analizzando l’universo in cui viene ambientata la serie è possibile osservare come il mondo di Elliott sia un modo molto simile al nostro, la F Society somiglia molto ad Anonymous così come esistono davvero gli interessi cinesi in Congo, di cui adesso tutti parlano, ma in pochi erano a conoscenza nel 2015, quando andò in onda la serie.

Nello show viene nominata tre volte la mano invisibile, altrettante volte quanto viene nominata negli scritti di Adam Smith. (una volta ne la ricchezza delle nazioni ed un’altra ne la teoria dei sentimenti morali). 

La menzione della mano invisibile è adottata per avvicinare l’osservatore all’esistenza di un mercato monopolistico nel mondo di Elliott, un modo dove un unico grande conglomerato (la E-Corp) ha il controllo della maggior parte delle attività economiche. Un’idea che nel mondo moderno non esiste ma che viene avvicinata molto dall’idea dei grandi conglomerati moderni attualmente esistenti (un’esempio di questo potrebbe essere Samsung) 

Un pensiero riguardo “Hello Friend

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