Sigarette Elettroniche, salvavita o “false friends”?

A cura di Lucia Di Stefano

Per strada, nei bar, in metro, in questi ultimi anni le sigarette elettroniche sono ovunque e sembra siano quasi diventate una moda. Vengono considerate da tutti e pubblicizzate dai venditori come un’alternativa alle classiche sigarette con nessun effetto dannoso sulla salute e come uno strumento per smettere di fumare, ma é davvero così?  

Per rispondere a questa domanda, partiamo dall’inizio.

Nel 2003, il farmacista cinese Hon Lik sviluppò e mise in commercio la sigaretta elettronica dopo che suo padre, un forte fumatore, morì di cancro ai polmoni, ma il boom di vendite c’è stato solo a partire dal 2011, e da allora è in crescita continua. 

In breve, si tratta di un sistema che permette l’assunzione di nicotina tramite inalazione, come le classiche sigarette, ma, a differenza di queste, non vi è la combustione del tabacco ma la vaporizzazione di un liquido contenente nicotina tramite il suo riscaldamento. 

Poiché le oltre 80 sostanze tossiche e cancerogene delle sigarette classiche contenute nel tabacco vengono sprigionate proprio con la combustione, si potrebbe pensare che l’assenza sia di uno che dell’altra ci evitino gli effetti negativi del fumo. 

Inoltre, ad avvalorare questa tesi, abbiamo il fatto che il liquido delle sigarette elettroniche contiene, a parte la nicotina che sappiamo essere cancerogena, sostanze apparentemente innocue: propilene glicolo, glicerolo, acqua e un aroma a scelta. Le prime due vengono già da tempo largamente utilizzate come additivi alimentari e in farmacologia, e gli studi tossicologici hanno infatti rilevato la loro bassa tossicità, ma il problema è che questi studi riguardano la loro ingestione mentre non ci sono studi sui loro effetti per inalazione e in particolare nell’inalazione cronica come avviene nel caso delle E-cig.

Per quanto riguarda invece il diretto effetto del vapore delle E-cig sulle cellule epiteliali umane, sono stati fatti diversi studi: uno studio di British American Tobacco che ha utilizzato le cellule epiteliali primarie delle vie aeree umane ha mostrato che l’esposizione al vapore non risulta in tossicitá cellulare, in contrasto all esposizione del fumo di sigaretta, altri due studi (Scheffler et al.) hanno studiato l’effetto del vapore ECIG utilizzando cellule epiteliali delle vie aeree primarie non differenziate, mostrando ridotta capacità di sopravvivenza e aumento dello stress ossidativo, mentre Lerner et al. ha mostrato che l’esposizione della linea cellulare tumorale epiteliale delle vie aeree NCI-H292 provoca un aumento della produzione di segnali infiammatori. 

Da quasi tutti gli studi effettuati si può dedurre che il vapore delle E-cig non sia totalmente innocuo come talvolta si voglia far credere, ma in ogni caso possiamo affermare che i danni cellulari ed infiammatori sono molto minori (circa l’80% in meno) di quelli causata dalle classiche sigarette, e quindi ci porterebbero a propendere per quest’ultima come alternativa.

Il problema è che essendo in uso solo da 10 anni, non esistono studi sugli effetti a lungo termine delle E-cig sulla nostra salute e né delle precise indicazioni su reazioni avverse e sulla loro percentuale di incidenza. 

Un’altra questione contestabile è la loro utilità nell’aiutare a smettere di fumare. Nonostante siano state inventate proprio a tal fine, i dati indicano proprio il contrario: dalla loro introduzione, il numero di fumatori è aumentato. Questo è avvenuto perché secondo gli studi la riduzione del numero di fumatori è stata minima (e secondo alcuni inesistente), dato che dopo un periodo di uso la maggior parte degli utenti ritornano alle sigarette classiche o non smettono di fumare la E-cig, mentre c’è stato un incremento di non fumatori che hanno iniziato a fumare la E-cig, particolarmente tra i giovani.

Il responso, dunque, è che secondo i dati attuali le E-cig potrebbero essere un’alternativa più salutare al fumo ma dovremmo pubblicizzare con cautela il loro utilizzo e particolarmente sconsigliarlo ai non fumatori, mentre per quanto riguarda i fumatori bisognerebbe seguirli in maniera più assidua, per esempio usare la E-cig in maniera terapeutica facendoli seguire da un medico e monitorando le quantità di nicotina, istruirli ad un corretto uso dello strumento e monitorarli soprattutto nel momento di interruzione della E-cig o quando la nicotina viene portata a livelli molto bassi, poiché sono i momenti in cui la maggior parte delle persone riprendono a fumare le sigarette classiche, rendendo vano l’effetto della E-cig.  

Infine, invece di pubblicizzarle come salvavita, bisognerebbe informare correttamente e aggiornare costantemente riguardo tutti gli studi effettuati e la mancanza di dati per affermare la loro completa innocuità.

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